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Le 50 pizze più assurde da ordinare

Dalle più creative e coraggiose, a quelle semplicemente e irrimediabilmente sbagliate. Ecco un menu di pizze davvero fuori dal comune

In principio furono la Marinara e la Margherita, classiche, intramontabili, e forse tuttora inarrivabili nella loro semplicità estrema. Ma dal Settecento a oggi le cose sono ovviamente cambiate in modo radicale: già, perché la pizza non è più solamente un patrimonio napoletano, e – per estensione– tricolore, ma ha ormai ampiamente conquistato ogni singolo angolo del mondo, declinandosi nelle più disparate versioni. Ingredienti di ogni tipo hanno così incominciato a fare capolino sull’impasto, dando talvolta origine a varianti che per noi italiani hanno rischiato e rischiano di oltrepassare i limiti della fantascienza. O della legalità.

Certo, la recente ondata gourmet che ha coinvolto il settore della pizza d’autore ha di fatto sdoganato un’infinità di combinazioni di sapori e ingredienti fino a qualche anno fa assolutamente impensabili. Pensiamo per esempio all’ormai celeberrima pizza con ananas e prosciutto, chiamata anche hawaiana, simbolo indiscusso un blasfemia in chiave anglosassone del nostro piatto nazionale. Una proposta che resta alquanto discutibile, ma che è stata per esempio protagonista di una coraggiosa rivisitazione da parte di un maestro come Franco Pepe, tra i più noti e apprezzati pizzaioli d’Italia: la sua Ananascosta, presentata anche durante il convegno milanese di Identità golose, è una pizza fritta arrotolata su se stessa, che nasconde una piccola fetta di ananas fresco tra una fetta di prosciutto crudo dolce, con fonduta di Grana Padano e spolverata di liquirizia.

“Prima di prepararla ho voluto indagare la storia e le caratteristiche della pizza hawaiana”, ci racconta Pepe.“Ho così scoperto che era nata in Canada negli anni Sessanta, e che ciò che la rende alquanto improponibile per no italiani sta nell’uso errato dell’ananas. Innanzitutto perché viene aggiunto in presenza anche del pomodoro, aumentando eccessivamente l’acidità, e poi perché quello utilizzato il più delle volte è addirittura sciroppato. In generale le pizze assurde in senso negativo arrivano da un utilizzo non ragionato degli ingredienti. Perché si utilizzano quelli non di qualità, certo, oppure perché si vuole ottenere come unico effetto quello di stupire, di esagerare. Senza dunque considerare le combinazioni di gusti o, altro aspetto fondamentale, i valori nutrizionali. Una pizza estrosa, originalissima, può essere ottima, dolce o salata che sia, ma deve risultare comunque ben bilanciata sotto ogni punto di vista”.

Ecco allora che trasformare il modo di dire “Mica pizza e fichi in una vera proposta con tanto di pancetta, rosmarino e fichi, appunto, può dare origine a una pizza assurda, ma interessante. Così come quella estrema nata quasi per gioco dalla collaborazione tra lo chef Luigi Taglienti, Corrado Scaglione e Farina Petra Molino Quaglia, a base di mousse di cioccolato bianco, ricci di mare e fave fresche. Ma altre combinazioni no, quelle restano assurde nel senso più negativo del termine. Ne è un chiaro esempio la pizza alle penne, tentata da un qualche irriducibile fan del carboidrato in barba a ogni logica nutrizionale; o quella con i sottaceti, o ancora quella con cheeseburger incorporato. Nella nostra gallery, allora, è possibile scorrere un menu di 50 proposte davvero fuori dagli schemi, tra riuscitissimi esperimenti gourmet, idee sbalorditive e soluzioni che no, non potremo mai e poi mai perdonare.


Fonte: WIRED.it

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