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Deep fake: l’ultima frontiera del porno immaginato (e mai girato)

Emma Watson o Gal Gadot protagoniste di una scena porno? Il falso impera e, grazie alle tecnologia Deep Fake e ad algoritmi di machine learning, sarà sempre più difficile distinguerlo dal vero

Chissà come si sarebbe divertito Orson Welles a vivere in quest’epoca digitale. Nel 1973 il regista gira F come Falso un film documentario che era un lunga riflessione sul rapporto tra verità nella vita e nell’arte da cui emergeva, oltre a una serie di interrogativi sull’estetica e sul valore dei critici d’arte, anche una sorta di attrazione da parte del pubblico per il falso (anche quando questo era evidente).
Di tempo ne è passato da allora e il tema del falso ha avuto mille declinazioni, dalle teste di Modì ai sosia, dai brand stessi che creano dei fake (il caso Guccy) fino alle fake news. Secondo il parere di molti sociologi e studiosi di estetica dentro il falso, anche consapevole, le persone proiettano le loro fantasie più bizzarre, ed è altresì evidente come la maggior parte di queste proiezioni avvengono nel settore del porno.

In un precedente articolo qui su Wired si era parlato delle classifiche annuali di PornHub e di come nella classifica delle pornostar più cercate dagli utenti rientrassero anche nomi non legate al mondo del porno, come Belen Rodriguez e Diletta Leotta, personaggi della tv su cui le persone riversano le proprie fantasie magari partendo da vecchi video di revenge porn (nel caso di Belen) o foto hackerate (caso della giornalista di SkySport).
Altre volte accade invece di trovare video porno con sosia di personaggi celebri, ad esempio di popstar come Nicki Minaj, Rihanna o Ariana Grande che nei videoclip delle loro canzoni ammiccano spesso con pose lascive ma senza mai arrivare a scene esplicite, che però si scatenavano nella testa di chi le guardava e che poi le va a cercare sulle piattaforme di streaming porn video.

Un fake porno con Gal Gadot, attrice di Wonder Woman

Negli ultimi anni la tecnologia ha raggiunto un livello di sofisticazione tale da rendere possibile l’impossibile, e così su siti tipo Reddit, si possono trovare utenti che prendono la faccia di celebrities come Gal Gadot, Maisie Williams e Taylor Swift e, sfruttando un algoritmo di machine learning, la associano al corpo di un’attrice porno. Il fenomeno si chiama “deepfake” ed esiste anche un’app (FakeApp) progettata per permettere anche chi non è pratico di informatica di creare questi porno fake.

I fake creati con questa app sono già stati diffusi come veri su altri siti; un deepfake di Emma Watson che si fa una doccia insieme a un’altra ragazza è stato ricaricato su CelebJihad – un sito porno che raccoglie foto e video di celebrità e che posta regolarmente immagini sottratte alle celerità stesse – così come una scena hard di una pornostar a cui è stata messo il volto di Daisy Ridley de Gli ultimi jedi. Insomma, gli “effetti speciali” sono entrati di diritto nel mondo del porno attraverso questi video fake DIY attraverso il machine learning.

Gli effetti di questa manipolazione digitale sono divertenti quanto assai pericolosi, specie se utilizzati con obiettivi maligni. Se prima era difficile distinguere il falso dal vero, oggi non solo diventa impossibile, ma queste tecniche rischiano di diventare disponibili a tutti, come oggi sono gli effetti fumettosi di Snapchat, creando situazioni destabilizzanti che vanno a minare l’intero principio di fiducia e affidabilità su qualsiasi cosa che si trova in rete.

Altro che la Guerra dei Mondi di Orson Welles.


Fonte: WIRED.it

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