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Doctor Who, la classifica dei nostri Dottori preferiti

Festeggiamo i 55 anni della serie britannica di fantascienza con una rassegna delle incarnazioni migliori dell'alieno che viaggia nel Tempo e nello Spazio

Il 23 novembre 1963 debuttava serie di fantascienza più longeva di sempre, la britannica Doctor Who. L’alieno del pianeta Gallifrey, patria dei Signori del Tempo, che vagava nel tempo e nello spazio con un’astronave a forma di cabina del telefono inglese, ha vissuto in questi 55 anni centinaia di avventure accompagnato, nella maggior parte di queste, da partner – i cosiddetti compagni – umani. Quella del Dottore è la storia meravigliosa e dolceamara di un uomo che ha due cuori, ed entrambi sono pieni di solitudine. Nonostante possa rigenerarsi (cambiare corpo, genere, età apparente, gusti e alcuni tratti della personalità) ciascuna delle sue incarnazioni (finora sono state 13, 12 di genere maschile e l’ultima di genere femminile) è sempre lo stesso individuo curioso, idealista, malinconico, entusiasta e leale. Si è addossato la responsabilità di proteggere tutte le specie indifese dell’universo, e come tutti i grandi guerrieri (perché anche gli uomini buoni vanno in guerra) ha nemici giurati, come i crudeli Dalek e gli inquietanti Cybermen. Nel corso dei decenni, specialmente negli ultimi 13 anni dopo che la serie di Doctor Who ha subito un reboot di straordinario successo (Doctor Who 2005), l’uomo di Gallifrey è tornato a essere l’alieno più amato del piccolo schermo. Da gennaio 2019 il dottore tornerà su Rai 4 con la tua 13ª incarnazione, quella interpretata dall’attrice Jodie Whittaker. Nel frattempo, per festeggiare i 55 anni di Doctor Who, ecco la classifica dei nostri dottori preferiti.

1. Il decimo Dottore: David Tennant (2005-2010)

Per una larghissima parte di pubblico, è il Dottore preferito. Dopo la toccata e fuga dell’incarnazione precedente, Nove, rimasta per una sola stagione, il decimo è stato Il Dottore della generazione che ha fatto la propria conoscenza con questa epica figura televisiva nel 2005 grazie al geniale autore Russell T. Davise. Dieci (in inglese, Ten) ha il temperamento di un ragazzino: allampanato, lentigginoso e con i capelli sparati, è esagitato bizzarro, mercuriale e incredibilmente entusiasta. È l'incarnazione che fa cose strane come leccare le porte, ma è anche quello che si adombra in modo repentino; ci ha rivelato il dolore dei Dottori che si lasciano i propri compagni indietro quando invecchiano, è quello che più di tutti ha preso a cuore il destino dell’umanità ed è l’unico che ha portato la relazione con la propria compagna al livello superiore, amando Rose Tyler. Il loro addio è stata il momento più romantico e struggente della serie. Ten è stata anche l’incarnazione che ha interagito più intensamente con la propria nemesi, il Maestro, regalandoci alcuni degli episodi più belli e toccanti della serie.

2. Il quarto Dottore: Tom Baker (1974-1981)

È il primo Dottore che le generazione italiana precedente ha conosciuto grazie alla trasmissione degli episodi sulla Rai negli anni 80. È senz’altro il migliore della serie classica e quello dall’iconografia più riconoscibile. Enormi occhi all’sporgenti, una foresta di ricci in testa e la lunga, lunghissima sciarpa colorata perennemente avvolta intorno al collo, è l'incarnazione che va matta per le caramelle gommose. Nonostante non sia stata l’ultimo Dottore della serie classica, la precedente  il reboot – dopo di lui ce ne sono stati altri quattro, se includiamo il fantomatico ottavo (quello dell’aspetto byroniano protagonista di un unico film) – è la versione più amata dai fan originali, ancona ancor più della prima incarnazione. Dopo di lui i Dottori prenderanno la piega troppo eccentrica e per alcuni versi caricaturale (basta pensare agli assurdi e clowneschi outfit), mentre Numero quattro si lascia amare follemente per il suo perfetto equilibrio tra follia e saggezza.

3. Il nono Dottore: Christopher Eccleston (2005)

È rimasto solo un anno, ma la prima incarnazione del reboot del 2005 è stato semplicemente spettacolare. Un Dottore completamente nuovo, spogliato degli iperbolismi – anche estetici – delle versioni precedenti: Nine ha l’aspetto di un quarantenne alto coi capelli cortissimi e indosso una semplice giacca nera di pelle. Ha grandi occhi azzurri indagatori, una voce profonda e, nella versione originale, un forte accento del nord dell'Inghilterra (“tutti i pianeti hanno un Nord”). Ha un rispetto infinito per ogni creatura, ed è il Dottore che pronucia la celebre battuta “Everybody lives, Rose. Just this once, Everybody Lives!” (“Almeno per questa volta, non muore nessuno”). È stato lui a ricordarci che i Signori del Tempo danno sempre una possibilità ai propri nemici, anche i più efferati, è stato lui a insegnarci quanto qualunque forma di vita sia preziosa. Il Nono è anche un Dottore molto macho e senz’altro quello che lascia più facilmente – e spaventosamente – trasparire il proprio lato oscuro. Ce lo ricordiamo quando sputa veleno e risentimento verso i Dalek, le creature che hanno spazzato via la sua razza e gli eterni nemici dei Signori del Tempo, eppure lo si è amato tantissimo proprio per questa sua umanità. Purtroppo le divergenze artistiche tra il suo interprete, l'attore Christopher Eccleston, e il canale Bbc hanno decretato la breve vita di questo Dottore, ma sarebbe stato davvero bello aver goduto della sua compagnia per più tempo.

4. Il Primo Dottore: William Hartnell (1963-1966)

È la prima, storica incarnazione dell’alieno che viaggia nel tempo. Ha l’aspetto di un signore anziano avvolto in paltò e colbacco neri, è scontroso, saccente e di poca pazienza ed è tutto quello che ci si aspetterebbe da un extraterrestre centenario che non può fare a meno di trattare con un certo paternalismo una specie giovane e immatura come quella umana. Le sue avventure erano pensate per il pubblico familiare dell sabato pomeriggio, ma fin dall'inizio furono la chiara manifestazione del genio e dell'originalità dietro a questa serie nata per una serie di fortunate coincidenze sul canale nazionale britannico e destinata a diventare uno degli show più cult della televisione. Epici i primi incontri con gli avversari storici, il rumore familiarissimo dell'astronave Tardis, gli incontri esagitati con i raccapriccianti Dalek che hanno imprigionato i propri corpi in gabbie meccaniche. Oggi ci siamo persuasi che è stato grazie personaggi come il Dottor House che la televisione si è aperta a protagonisti ostici e ombrosi, a scapito degli immancabili eroi positivi del piccolo schermo, ma l'importanza del Primo Dottore trascende la serie: è stato lui, 35 anni prima di Gregory House, a imporsi come personaggio principale forte ma tutt’altro che amabile. Che, tuttavia, si fa amare lo stesso.

5. Il dodicesimo Dottore: Peter Capaldi (2014-2017)

Dopo dieci anni di militanza di giovanotti (l’undicesimo Dottore interpretato da Matt Smith aveva l’aspetto – e l’atteggiamento – di un ragazzino), l’autore che ha preso le redini della serie dopo Davies, lo scozzese Steven Moffat, ha fatto la scelta audace di affidare la parte del Dottore a un attore di mezza età, Peter Capaldi. Tanto più che questo era famoso in patria per per avere interpretato uno dei personaggi più sboccati e intrattabili del piccolo schermo nella serie A Thick of It. Peter era l’interprete perfetto per operare un ritorno alle origini della serie, portando quindi sugli schermi una versione del Dottore “dal caratteraccio” che ormai solo i veterani ricordavano. È un'incarnazione – letteralmente – millenaria, quella che porta più di tutti gli altri il peso dei secoli, della solitudine, della guerra (su questa enuncia un bellissimo monologo che potete ascoltare nel video qui sopra). È un dottore in conflitto e per alcuni versi stanco, ma anche dall’anima rockettara (suona la chitarra elettrica), dalla gran classe e dall'insospettabile dolcezza. Il suo incontro con la prima incarnazione (interpretata da David Bradley) è semplicemente epico, infatti è proprio con lui che il secondo ciclo della serie si chiude. Con il Dottore il successivo, la prima donna, avviene la più grande cesura il ributta del 2005. Si apre un’altra era per il Dottore, ma di questo parleremo la prossima volta.


Fonte: WIRED.it

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