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Le 10 canzoni più assurde presentate a Sanremo

Il Festival di Sanremo, negli anni, è riuscito a regalarci picchi di trash senza paragoni

Qualsiasi direttore artistico che si rispetti, nelle settimane che precedono il Festival di Sanremo, sente l’obbligo morale di specificare che quello, statene certi, sarà il Festival delle Canzoni. Delle Belle Canzoni™.

Un mantra ripetuto alla stampa e alle radio – qualcuno ci avrà mai creduto davvero? – che però cozza con la storia stessa del Festival: basta fare un giro nelle cantine Rai, tra un pupazzo di Floradora e un tacco 12 glitterato della Carrà, per riesumare esibizioni sanremesi che sono l’antitesi del buongusto e il trionfo più genuino del trash.

Noi ringraziamo, con buona pace dei direttori artistici e delle canzoni, quelle belle. Perché anche queste piccole perle di assurdità sono grandi capolavori nel loro genere. Non ci credete? Eccone una raffinatissima selezione:

1. Benedicta e Brigitta Boccoli – “Stella”, Sanremo 1989
“Stella stella che il cielo illumini, stella stella tu, stella stella chiamala come vuoi tu. Con lei, noi con voi”.

“Una coppia di showgirls che ambisce a conquistare negli anni ’90 lo scettro che negli anni ’60 fu delle sorelle Kessler”. Basterebbe questa frase pronunciata da Rosita Celentano durante la presentazione per capire immediatamente che qualcosa deve essere andato storto.

La canzone è di un Jovanotti che non troviamo altro aggettivo per definire se non “minore”: neppure la produzione di Sandy Marton e Claudio Cecchetto riuscì a far dimenticare la coreografia da disagio profondo e le stonature. Fu un flop totale.

Grazie comunque, davvero.

2. Le Compilations – “Donne del 2000”, Sanremo 1991
“Donne del 2000, donne noi, profumate e piene di colori”

Qui siamo sull’orlo del dramma: il gruppo, inizialmente composto da otto elementi (ovvero le 8 migliori coriste di Domenica In) si spacca per “divergenze artistiche” pochi giorni prima del Festival e quattro di loro, forse per un guizzo di pudore, decidono di non salire sul palco scatenando polemiche. Le quattro reiette vengono esposte al pubblico ludibrio facendo nomi e cognomi prima dell’esibizione, ma le superstiti non vanno incontro a una sorte migliore.

3. Jo Chiarello – “Che brutto affare”, 1981
“Io ti consideravo un superman, ma non sei neanche un man, scemo, non sei nemmeno la metà di un man” 

La canzone sarebbe anche di Franco Califano, che in vita sua ne ha scritti di capolavori, ma qui il risultato è da sagra dello gnocco fritto di Albenga più che da Festival di Sanremo. Chiarello ritentò il Festival nell’89, quella volta con un pezzone, ma purtroppo la carriera non decollò mai e qualche anno dopo si ritirò dalle scene. Peccato.

4. Loredana Bertè, Gigi D’Alessio, Dj Fargetta – “Respirare Remix”, 2012
“Respirare, prova a farlo anche tu”

Un momento altissimo di televisione durante la serata dei duetti del 2012. L’assurda accoppiata Bertè-D’Alessio chiama Dj Fargetta per proporre una versione remix cantata in playback. La vocalist, i ballerini artisti sottopagati del Dams di Bologna, la coppola di Gigi, il finto entusiasmo generale. Il brano, per dovere di cronaca, arrivò undicesimo.

5. Danny Losito e le Las Ketchup – “Single”, 2004
“E mi manca la lasagna che mi cucinavi tu, te ne sei andata in Spagna e quasi non mi parli più”

Per rimanere in tema duetti e disagio profondo, Danny Losito (chi?) nel 2004 porta le Las Ketchup sul palco come coriste per cantare tutto il suo dolore di uomo abbandonato. Con una canzone del genere ci stupirebbe abbia mai più trovato una compagna nella vita. Ventesima posizione e tutti alle Baleari a svernare.

6. Maria Pia & SuperZoo – “3 fragole”, 2003
“3 fragole la dose che prendo se piango” 

Maria Pia Pizzola, già concorrente della prima edizione di Amici di Maria de Filippi (quando ancora si chiamava Saranno Famosi), tenta la strada sanremese con i SuperZoo. L’idea sembra quella di creare un mash up tra i Cranberries e un gruppo post punk anni ’90, ma il risultato è più simile a una cassiera del GS salita con gli amici del bar sul palco dopo un appuntamento dal parrucchiere andato così e così. Comunque arte.

7. Ricchi e Poveri – “Nascerà Gesù”, 1988
“I bambini nascono da soli, senza averli in grembo o i dolori, se tu vuoi li fanno biondi, o negli occhi blu, o comunque come li vuoi tu”

https://www.youtube.com/watch?v=Wa5RVpCXn6w

Scottante attualità sul palco di Sanremo con il tema della clonazione. La canzone è talmente oltre che gioca in un altro campionato, e infatti si fa fatica a trovare le parole. Angela Brambati incredibile nel ruolo dell’invasata estremista mentre urla “Voglio avere sì dei figli, con degli occhi blu, ma io voglio averli ancora con amore, come li vuoi tu”. 
Poi nessuno dica che a Sanremo passano solo canzonette.

8. Leo Leandro – “Caramella” 1993
“Hai sedici anni, ma guarda tu, ormai io li ho passati da un po', ma tu mi piaci troppo però”

Se non ci fossero le prove video si farebbe fatica a credere che sia successo davvero: Leo Leandro, con l’outfit da maniaco ragazzo della porta accanto, canta l’amore per una sedicenne con queste parole di altissimo valore lirico: “Caramella all'albicocca, guarda che bocca. Caramella alla mora, guarda che bona. Caramella stammi stretta, ma quanta frutta. Ti chiedo un bacio e ti fai brutta. Caramella alla pera, che merendera. Caramella anche alla mela, che seno a pera. Vieni a casa mia stasera. Ma vieni sola, mi ridi in faccia scappi via.” Praticamente la cronaca di una molestia su una minorenne in prima serata. Bravi tutti.

9. Maria Grazia Impero – “Tu con la mia amica”, 1993
“Guardami in faccia non sono una Madonna, sono donna, hey, sono donna”

“Pezzo rock”
“Eh… Rock”
Poteva finire tutto con questa imbarazzante conversazione tra Maria Grazie e Baudo, e invece si è comunque deciso di far esibire la cow girl di Sassari. Il pezzo sfiora le profondità più buie dell’orrore, da cui riemergiamo con lo stesso disagio a fior di pelle di Lorella Cuccarini.

Non mancarono le polemiche: la critica la massacrò e Maria Grazia accusò la casa discografica di aver cambiato all’ultimo momento il singolo da presentare. Ok, va bene tutto, ma il balletto, che alibi ci sono per quel balletto?

10. Squadra Italia – “Una vecchia canzone italiana”, 1994 (secondo altre fonti 1962)
“Ogni paese ha una festa, una banda che suona, una piazza, un caffè”

Per l’ultima segnalazione si apre uno Stargate spazio-temporale: che anno è? Le cronache dicono 1994, ma è tutto così anacronistico che non ne siamo certi. Un dream team composto da Giuseppe Cionfoli, Lando Fiorini, Jimmy Fontana, Rosanna Fratello, Wilma Goich, Mario Merola, Gianni Nazzaro, Nilla Pizzi, Toni Santagata, Wess e Manuela Villa. Praticamente un’accozzaglia di stereotipi sul Bel Paese che si classificò “sorprendentemente” penultima.


Fonte: WIRED.it

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