NEWS

In scarpe e smartphone ci sono batteri mai visti prima

Dall'analisi di migliaia di campioni provenienti da scarpe e telefonini un team di ricercatori statunitensi ha identificato 9 nuovi gruppi batterici

(foto: Pixabay)

C’è materia oscura anche sulla Terra. No, non parliamo del rompicapo degli astrofisici, ma di batteri. E in particolare di quelle specie che si conoscono molto molto poco e di quelle che non conosciamo proprio. Ora un team statunitense ha aggiunto ben nove nuovi gruppi (phyla) batterici alla conta. Dove? Che ci crediate o no, su oggetti che tutti usiamo quotidianamente: scarpe e smartphone.

La ricerca
Per indagare più a fondo la complessità del mondo microscopico, gli scienziati hanno deciso di raccogliere campioni da oggetti di uso comune, che praticamente tutti abbiamo e utilizziamo ogni giorno: le scarpe e i telefonini. I ricercatori hanno analizzato il dna contenuto in 2486 campioni raccolti da persone che stavano partecipando a eventi sportivi o visitando musei e mostre, così da risalire alle specie microbiche presenti. Per la maggior parte si trattava di organismi procarioti (forme di vita in cui il nucleo con il materiale genetico non è separato dal resto della cellula) ben conosciuti, ma in un 10% dei campioni analizzati c’era qualcosa di più: microbi che a buona ragione potevano essere inclusi nella cosiddetta materia oscura batterica.

La materia oscura batterica
Nella letteratura scientifica ufficiale tra gli organismi procarioti fino a oggi sono annoverati 39 phyla, che possiamo considerare come i rami più grossi dell’albero della vita. Gli scienziati, però, sono ben consapevoli che conosciamo solo la punta dell’iceberg di questo regno: esistono specie di cui sappiamo pochissimo perché sono estremamente rare o perché non si riescono a osservare in laboratorio, e altre che di certo ignoriamo completamente.
Con questo studio (disponibile su PeerJ, ma ancora in fase di revisione) il team di Jonathan Eisen dell’Università della California-Davis ha prodotto prove dell’esistenza di altri 9 phyla, appartenenti a questa materia oscura batterica. In uno dei campioni raccolti, per esempio, gli scienziati hanno trovato esemplari di Edwardsbactera, batteri rarissimi scoperti per la prima volta in una falda d’acqua sotterranea. In un altro c’era il dna di Diapherotrites, microrganismi altrettanto rari identificati nell’acqua che filtrava all’interno di una miniera.

I ricercatori hanno anche indirettamente confermato la straordinaria capacità di diffusione dei batteri. Come a dire che, insomma, non sempre è necessario viaggiare in lungo e in largo per trovare nuove specie: a volte sono letteralmente sotto il nostro naso o i nostri piedi.


Fonte: WIRED.it

 Possiamo aiutarti?