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5 giochi del passato che meriterebbero una serie tv

Da Poochie agli Sbullonati, sono tanti i giocattoli che non hanno ancora subito una trasposizione televisiva come He-Man o la Barbie. Ecco quali vorremmo vedere al più presto

Qualche giorno fa Mattel ha annunciato di volersi ispirare ai propri giocattoli – a partire della versatile e inossidabile bambola Barbie – per produrre serie televisive. Il processo non è nuovo, basti pensare al nerboruto e kitsch He-Man di Masters of the Universe, ai Minipony, agli Orsetti del cuore passando per i Transformers, le Magiche ballerine volanti e i Tamagotchi, tutti protagonisti di show animati o pellicole cinematografiche che hanno imperversato tra gli anni Ottanta e Novanta. Per quelli che l'infanzia l'hanno vissuta lontani dall'era digitale, senza finire rimbambiti dai social network, trascorrendo i propri pomeriggi ludici con i giochi analogici, la prospettiva di vedere trasformarsi in serie televisive alcuni dei loro giocattoli preferiti è allettante.

Ecco alcuni giochi del passato che prometterebbero bene come show e potrebbero piacere anche alle generazioni successive.

1. Hotel

Questo gioco da tavolo era vagamente assimilabile al Monopoli e ai videogiochi contemporanei dove trovi, inspiegabilmente, soddisfazione nel costruire villaggi, città e intere civiltà come un piccolo Dio. Con Hotel ci si dava alla pazza gioia costruendo alberghi dalle forme più bizzarre e, senza esserne coscienti, ci si preparava a un possibile futuro da manager nel settore del turismo o dell'edilizia. Una serie che vi si ispira, incentrata sulla frenetica vita degli ospiti di un enorme struttura alberghiera che vanno e vengono e su chi vi lavora – dai proprietari ai cuochi e alle signore delle pulizie destinate a rinvenire nelle stanze abbandonate gli oggetti più impensabili – sarebbe senz'altro un bel tuffo nel passato per chi adorava questo gioco e per chi ama gli show sviluppati su quotidianità e intrighi alla Dynasty.

2. Poochie

Era popolare quanto gli Orsetti del cuore e i Minipony, ma inspiegabilmente nessuno l'ha ancora trasformata nella protagonista di una serie. Poochie era un'adorabile cagnolina rosa intorno alla quale orbitava un copioso giro di merchandise: timbrini, peluche, articoli di cancelleria, borsette, mollette per i capelli e addirittura un giornalino illustrato con le sue avventure. Oggi i gadget originali legati a questa tenerissima creatura sono ben quotati dai collezionisti, segno che la dolce Poochie è senza tempo. Vorremmo rivederla in azione, possibilmente senza risultare vittima di revisioni che la stravolgono – una Poochie umanizzata come la gatta Luna di Sailor Moon? Una Poochie cane parlante che fa da baby sitter a bambini dispettosi come in Masha e Orso? Per carità – ma il più possibile fedele all'originale, ovvero semplice e innocente.

3. Gli sbullonati

Questi bizzarri toys nascevano dal brillante ragionamento del giocattolaio che ben conosceva la furia distruttiva dei bambini figli degli Anni ’80 e ’90. Nei decenni durante i quali non esistevano ancora i farmaci per placare la vivacità dei ragazzini colpiti da disturbi dell'attenzione, genitori e tate dovevano convivere con la vitalità spesso incontenibile dei marmocchi sotto la loro responsabilità che distruggevano qualsiasi cosa capitasse a tiro. Gli sbullonati era il gioco geniale ispirati ai manichini dei crash test che si potevano lanciare contro i muri o schiantare dentro macchinine e poi ricomporre (con enorme sollievo economico per i genitori). Una serie folle, sgangherato e fracassona che gira completamente intorno a schianti spettacolari, magari con protagonisti professionisti dei crash test o piloti di Nascar regalerebbe soddisfazioni anche oggi ai più bramosi di violenza e distruzione.

4. Twister

Il twister, gioco spaccaossa che consiste nei piegare il proprio corpo in modi impossibili per assecondare il fato sfidando altri concorrenti, si vede spesso in film e affini come ospite di scene in cui i protagonisti ci giocano, bambini o adulti (si presta anche a usi erotici) che siano. Nessuno impedisce di trasformare questo gioco leggendario e dai molteplici intenti nel pretesto per una serie a sfondo sportivo (la rete è infestata di “Twister Challenge“) dove i personaggi principali competono a livello professionale in tornei nazionali e internazionali di Twister. Un team di snodatissimi atleti che girano l'America e il mondo per partecipare alle prestigiose gare e si dibattono quotidianamente con diete, allenamenti e rivalità, amori e desiderio di emergere è un buon punto di partenza.

5. Gira la moda

Il gioco preferito delle piccole (e dei piccoli) fashion addicted di ieri. Tutti, ma proprio tutti abbiamo giocato a creare outfit all'ultimo grido con questo gioco che consisteva nell'abbinare tramite una ruota a combinazione gonne, pantaloni, camicie e così via per ideare vestiti che, a nostro avviso, erano di incontrovertibile gusto. I disegni prodotti con questa invenzione perversa infestavano pareti e frigoriferi della casa di future schiave del fashion e adoreremmo vedere una serie che si lascia ispirare a Gira la moda e sia anche contemporanea. Sospettiamo che ancora oggi le famigerate fashion influencer che imperversano su Instagram vi ricorrono quando sono in crisi creativa, e partendo da questo presupposto sarebbe bello (vogliamo i diritti in caso di realizzazione dello show) vedere una serie su un gruppo di potenziali Chiara Ferragni alle prese con la moda e la fama.


Fonte: WIRED.it

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