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Barbie compie 60 anni, 8 fra i modelli più bizzarri della sua storia

La bambola più famosa al mondo fu presentata nel 1969: da allora ha subito numerosissime incarnazioni, alcune memorabili proprio perché sopra le righe

Il 9 marzo 1959 la pionieristica imprenditrice americana Ruth Handler, co-fondatrice della Mattel, presentava alla Toy Fair di New York una bambola che avrebbe cambiato il destino del settore e anche di certo immaginario femminile: Barbara Millicent Roberts, meglio conosciuta come Barbie, divenne fin da subito uno dei giocattoli più riconoscibili e venduti del mondo. Proprio nel 2019, dunque, il brand celebra il suo 60esimo anniversario.

Nonostante le critiche che negli anni hanno sottolineato l’imposizione di un’immagine stereotipica della donna (quella della bionda californiana frivola e rosa, veicolata dal famosissimo modello Barbie Malibu del 1971), Barbie ha sviluppato negli anni un’immagine multiforme: sono più di 200 le carriere intraprese dalla bambola (dalla coltivatrice di api alla prima astronauta sulla Luna, dal vigile del fuoco alla presidentessa degli Stati Uniti) e negli ultimi anni si è aperta alla rappresentazione non solo delle diverse etnie ma anche delle differenti corporature (oggi esistono versioni minute, slanciate o curvy) e delle eventuali disabilità.

Insomma lo sforzo di Barbie, oggi ma anche un tempo, è stato quello di dare libero sfogo all’immaginazione delle bambine, invitandole a pensare di poter diventare tutto ciò che vogliono (questo anche il senso di iniziative recenti come il Dream Gap Project). Non sono mancate negli anni, comunque, alcune bambole che hanno fatto la storia non solo per il segno che hanno lasciato nella cultura popolare ma anche per la bizzarria della loro realizzazione: vediamone alcune.

Barbie Day to Night 

Per Barbie l’emancipazione è sempre stata un fattore di interesse sociale ma anche una fondamentale questione di stile. Per rispondere a queste due esigenze fu creata nel 1985 la Barbie Day to Night, disponibile con due outfit in uno: per il giorno, infatti, a disposizione un elegante e professionalissimo tailleur (rosa), per la sera, con un rapido cambio d’abito, ecco un look glamour (sempre rosa) per i cocktail party più esclusivi. Per una bambola che non deve chiedere mai.

Barbie Totally Hair

Il 1992 fu un anno fortunatissimo per Mattel grazie al lancio della Barbie Totally Hair: caratterizzata da lunghi capelli biondi che arrivavano fino ai piedi, che si potevano acconciare e colorare in moltissimi modi, la bambola fu un immediato bestseller e la sua fortuna continuò per moltissimi anni. Con più di 10 milioni di esemplari venduti, è la Barbie più venduta di sempre e si colloca anche fra i giocattoli di maggior successo nella storia.

Barbie Teen Talk

Lanciata sempre nel 1992, la Barbie Teen Talk, rivolta anche nell’estetica a un pubblico di adolescenti, fu sicuramente una delle più rivoluzionarie dal punto di vista tecnologico, perché fu tra i primi giocattoli a contenere uno strumento vocale che la rendeva effettivamente parlante. Pronunciava frasi registrate del tipo “Voglio studiare per diventare medico“, “Non ti piacerebbe essere una bagnina” o “Incontriamo al centro commerciale” (altre, come “La matematica è difficile” o “Ci stuferemo mai di comprare vestiti?“, vennero però accusate di tramandare un’immagine stereotipica e superficiale dell’universo femminile e per questo rimosse; il caso fu ripreso anche in un memorabile episodio dei Simpson con Lisa e Malibu Stacy).

Barbie George Washington

Poiché Barbie può tutto, può anche viaggiare nella tempo e non solo: può persino impersonare qualsiasi icona della storia statunitense. Per questo nel 1996 ecco arrivare la Barbie George Washington per celebrare uno dei padri fondatori dell’indipendenza nazionale. Cappello con la piuma, outfit settecentesco con tanto di calze bianche, giacca intarsiata (rigorosamente rosa), maniche a sbuffo e scarpette col tacco basso. Perché ci sono poche cose più americane di Barbie.

Lounge Kitties Barbie

Se c’è una cosa che Barbie vuole trasmettere fin dal proprio dna è che non c’è limite all‘immaginazione: le donne di tutto il mondo si possono immaginare come vogliono, dalla versione più semplice a quella più estrema di sé stesse. Di certo non passa inosservata la linea Lounge Kitties, lanciata nel 2003, ovvero un’interpretazione abbastanza fantasiosa che vede Barbie incarnare una sensuale donna gatto con tanto di orecchie feline, abito animalier e poltrona a forma di scarpa col tacco.

Barbie Video Girl

Ben prima che fare la youtuber divenisse il sogno di migliaia di ragazzine in tutto il mondo, nel 2010 veniva lanciata Barbie Video Girl: questa bambola specialissima era dotata di una piccola telecamera al posto della collana e un piccolo schermo installato sulla schiena. Con essa si possono dunque girare brevi video, rivederli e anche scaricarli sul computer per editarli con un programma apposito. Piccole Patty Jenkins crescono.

Barbie Betty Draper 

Negli anni Mattel ha realizzato diverse collezioni speciali nella foggia dei personaggi di film, programmi televisivi o altri prodotti di intrattenimento. Intercettando come spesso accade i gusti del pubblico, negli anni Dieci è arrivata anche una Barbie ispirata alla serie culto Mad Men, e in particolare a Betty Draper, interpretata da January Jones. La parabola incarnata da questo personaggio, quella della perfetta moglie-oggetto degli anni Sessanta che progressivamente manda in pezzi la maschera e si libera dalle catene di una devozione imposta, genera qui un parallelismo piuttosto eloquente.

Pop Icon Barbie

Non si resta sulla cresta dell’onda per 60 anni senza credere fermamente in sé stessi: normale dunque che anche Barbie abbia ceduto a un pizzico di divismo. Nella versione Pop Icon, diffusa subito dopo il suo 50esimo anniversario nel 2009, indossa un lungo abito a sirena tempestato di stelle ma, soprattutto, con il suo logo e la sua faccia disegnati sopra. Il messaggio è chiaro: nessun’altra bambola può fingere di essere lei.


Fonte: WIRED.it

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