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Saldi al via, tutto quello che c’è da sapere

Al via i saldi invernali per tutte le regioni a partire dal 5 gennaio. Ogni persona spenderĂ  circa 122 euro e ogni famiglia fino a 325 euro.

Saldi (Richard Morgano – LaPresse)

Lasciato ormai alle spalle lo shopping natalizio è ora il momento di dedicarsi ai saldi per i consumatori italiani. Secondo le stime di Confesercenti saranno circa il 45%-48% degli italiani ad approfittare degli sconti che entro sabato inizieranno in circa 280mila negozi.

Le date
In Basilicata il periodo dei saldi è iniziato già ieri e durerà fino a marzo. Oggi cominciano i negozi della Valle d'Aosta e a partire dal 5 gennaio sarà il turno di tutte le altre regioni d'Italia. La durata media sarà di otto settimane, anche se già dai primi dieci giorni si può capire se sarà una stagione positiva o meno per i commercianti.

La spesa stimata
Come sempre, i settori piĂą gettonati saranno quelli di abbigliamento e calzature, con riduzioni che andranno dal 30% al 50% sul prezzo di vendita. E la spesa media prevista andrĂ  dai 122 ai 140 euro a persona fino a circa 280-325 euro per famiglia.

Inoltre, secondo il direttore di Confesercenti, Mario Checcaglini, “quest'anno gli sconti di partenza saranno più alti della media. Leggermente in ribasso l'acquisto medio ma comunque sempre significativa la media a famiglia. Il valore dei saldi rimane fondamentale e i saldi invernali sono un periodo importante per le vendite nei negozi, dove è possibile trovare un assortimento molto ampio, anche considerando il meteo incerto che fino ad oggi ha influenzato gli acquisti della stagione invernale”.

I diritti dei consumatori
Come sempre i consumatori dovranno fare attenzione ad alcune regole di base. In primo luogo, su ogni prodotto deve essere indicato chiaramente il prezzo di vendita, lo sconto applicato e quindi il prezzo finale, di modo che il cliente possa rendersi conto dell'effettivo risparmio. Particolare cautela è poi raccomandata nel caso di super sconti, in quanto è possibile che il prezzo pre-saldo sia stato rivisto per eccesso o che si tratti merce invenduta di anni precedenti.

Infine, riguardo alle politiche di pagamento e ai cambi merce, non ci sono sensibili variazioni rispetto alla norma vigente: i clienti hanno diritto di pagare con carta di credito o bancomat senza costi di commissione. E i commercianti hanno il dovere di cambiare la merce difettosa o corrispondere un buono di pari valore in spesa o in denaro nel caso di restituzione dell'articolo acquistato entro due mesi dalla data dello scontrino.


Fonte: WIRED.it

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